Judo

Il termine JUDO é composto da due parole: JU, "flessibilità" o "cedevolezza" e DO, "via". Quindi "via della cedevolezza".

 

Come nasce il Judo

Colui che à codificato e creato il metodo Judo è il Prof. Jigoro Kano. Egli nasce a Mikage vicino Kobe  nel distretto di Hyogo il 18 ototbre 1860. Terzo figlio di Jirosaku Mareshiba Kano intendente navale dello shogun Tokugawa e produttore di sakè si dimostra subito un bambino prodigio negli studi ma, vista la sua gracilità fisica veniva spesso maltrattato dai bambini più robusti di lui. Per migliorare la propria condizione fisica decise di iniziare a praticare il jujitsu ma, il padre gliene vietò la pratica in quanto le arti marziali erano decadute moralmente visto che la maggior parte dei dojo erano frequentati da persone violente che spesso erano coinvolte in risse. Tuttavia Jigoro, frequentando la scuola di lingue straniere, ebbe i primi rudimenti di Ju Jitsu di nascosto con un compagno di classe. Quando poi, nel 1877 Kano potè iscriversi alla facoltà di Lettere dell'Università di Tokyo, riuscendo ad evitare il controllo paterno riuscì ad essere ammesso come allievo di Ju Jitsu, nella scuola di Hachinosuke Fukuda, il primo di tre grandi Maestri che condussero il giovane Kano alla comprensione delle due scuole fondamentali. Il Maestro Fukuda seguiva la scuola di Tenjin Shinyo Ryu, che, tradotto letteralmente, significa "scuola del cuore del salice". La scuola era specializzata negli Atemi (le tecniche di percussione), negli Osae Waza (le tecniche di controllo e immobilizzazione) e negli Shime Waza (i soffocamenti), traendo le sue origini dalla fusione di due scuole precedenti, la Yoshin Ryu e la Shin no Shindo Ryu. La Yoshin Ryu era stata fondata da un medico giapponese recatosi in Cina per motivi di studio: lì era venuto a conoscenza delle arti marziali cinesi. Successivamente tornando in patria e basandosi ulteriormente sulle proprie conoscenze mediche, creò il nuovo metodo di combattimento. Un membro della polizia di Osaka aveva aggiunto nuove tecniche alla scuola creando lo Stile Shin no Shindo Ryu, il cui sistema d’insegnamento si basava soprattutto sulla pratica. Seguendo questi principi. Fukuda Sensei (Maestro) del Tenjin Shinyo Ryu, mostrava ai propri allievi le tecniche e li invitava a eseguirle a loro volta, fornendo solo pochissime spiegazioni teoriche. Prima della morte, colpito dalla passione e dalla volontà di imparare che animavano il giovane Kano gli lasciò in eredità i Densho (i testi segreti della scuola).

Kano si trovò un altro Maestro si trattava di Mataemon Iso. Il Waka Sensei (giovane Maestro) sotto la cui guida aveva appreso i segreti il maestro Fukuda. Mataemon Iso era in possesso di  una tale abilità tecnica che in seguito Kano lo ricordò come unico, tra tutti gli esperti del settore, ad avere raggiunto tale perfezione. Dopo che anche il maestro Iso ebbe trasmesso i Densho a Jigoro Kano, quest'ultimo fu accettato come allievo da likubo Tsunetoshi, che era esperto di un'altra scuola, quella di Kito. Le tecniche del suo stile erano basate su forme di studio, denominate Kata, la cui peculiarità era rappresentata dalle tecniche di Nage Waza (tecniche di proiezione). Lo studio dei Kata obbligava i praticanti per perfezionarsi e formalizzare l'esecuzione, a indossare l'armatura completa al posto degli abiti civili.

Il Densho del Kito Ryu aprì a Kano la porta di una vastissima conoscenza di tecniche e il Koshiki no Kata (il modello, la forma antica) del Judo mantiene queste peculiarità per tramandare nel tempo le tecniche di quella Scuola. Jigoro Kano fu riconosciuto "esperto" da entrambi i Rvu e secondo la legislazione imperiale poté a sua volta fondare un nuovo Ryu che nominò Kodokan (luogo per lo studio della Via, del Metodo): era il 1882, anno in cui dunque nacque il Judo.

Approfondimenti: Kata di Judo

 

Kyushojitsu

Le origini del Kyusho-Jitsu, si possono far risalire all’antica India anche se tale arte è stata tenuta segreta per secoli. Questa forma di combattimento in origine era conosciuta sotto il nome di Marma-Adi e si basava sull'attaccare 108 punti vitali. Anche le arti Marziali cinesi hanno subito l’influenza delle arti Marziali Indiane. In Cina la "108-forma” trovala sua origine, in una forma con 108 posizioni consecutive che indicava tutti i punti di pressione e come attivarli, tale forma fu chiamata “H'aoCh'uan” e si divide in due parti, “Dim Mak” e “Chi-Na.” “Dim Mak” (o Dim Hsueh) o l'arte di attaccare i punti vitali, riferito al Kyusho-Jitsu. “Chi-Na” o l'arte della manipolazione delle articolazioni fa riferimento al Tuité-Jitsu. Più tardi questa arte marziale fu chiamata “Tai Chi Chuan”. Il Tuité-Jitsu è l'arte di manipolare le articolazioni, con gli annessi punti di pressione con il fine di controllare o indebolire le giunture articolari, facendone di quest'arte marziale un'arte veramente eccezionale.

Il Tuité-Jitsu e il Kyusho-Jitsu sono imprescindibili l'uno dall'altro, in
quanto con il Kyusho-Jitsu si attaccano i punti vitali, mentre con il Tuité-Jitsu si ha la possibilità di effettuare delle leve articolari, che
creano dei varchi nel corpo del nostro avversario rendendo possibile
attaccare i punti di pressione scoperti o indifesi.

 

Katori Shinto Ryu

Un’antica scuola di Bujutsu la quale nel suo allenamento include lo studio delle antiche armi giapponesi quali: spada, bastone, alabarda, lancia, spada corta e l’uso combinato della spada lunga e corta. Durante il lavoro a coppie sottoforma di Kata ci sono due ruoli ben definiti che sono: TEKI e SHI.

Il ruolo del TEKI è quello del praticante più esperto, avendo il compito quindi di insegnare all’allievo più inesperto SHI, gestendo l’intensità dell’allenamento mediante l’incremento di velocità e forza così che lo SHI possa crescere nella pratica.

 

Jujitsu (difesa personale)

Per coloro che praticano arti marziali, la difesa personale è denominata «Ju-jitsu». Il termine “ju-jitsu“ è dato dall'unione delle parole “ju“ che significa tenero, morbido, cedevole, gentile, e “jitsu“ che vuol dire tecnica, per estensione  possiamo quindi dire che il ju jitsu nasce con l'uomo come esperienza necessaria alla sopravvivenza. Il ju jitsu quindi è possibile definirlo come lo studio completo dei punti nevralgici del corpo umano così da ottenere un’efficace difesa personale . Il ju jitsu non è subordinato alla forza sviluppata dai muscoli, dal momento che lo sforzo impiegato in un attacco da parte dell'avversario, si utilizza a proprio vantaggio ai fini della difesa.
Sovente per poter comprendere meglio il concetto sopra indicato si dice che: “Nella vita non vi è nulla di più cedevole di un soffio di aria o di una goccia di acqua, ma chi può resistere alla forza di un tifone o di un'onda in piena”.
Il tifone o l'onda sostanzialmente non sono altro che dei movimenti di massa d'aria o d'acqua che hanno avuto origine da un soffio d'aria o da una goccia d’ acqua.
Colui che pratica diligentemente tale arte è rilassato, fisicamente a suo agio, ma ha le doti di rendersi uguale a un tifone o ad un’ onda in piena capace di spazzare via ogni ostacolo, quando è in pericolo la sua vita o quella dei propri cari. Vincere cedendo alla forza dell'avversario è questa l’essenza del Ju-jitsu.

 

Close Combat (difesa personale)

Dalle nuove concezioni di scontro e di difesa nasce l’esigenza di “velocizzare” l’acquisizioni di nozioni sul combattimento rendendo la persona capace in poco tempo di difendersi con tecniche dette “sporche” al fine di ottenere massimo risultato. I sistemi di combattimento sviluppati in zone di perenne guerriglia e da corpi militari rivisitati in un concetto urbano ci vengono in contro con movimenti portati all’essenza e scremati da posture e posizioni spesso pratiche solo a marzialisti di una certa esperienza. Dalle arti filippine ed indonesiane poi si estrapola l’uso del coltello e dei bastoni corti, armi di uso comune nel contesto urbano al fine di impratichire l’allievo a movimenti di schivata e bloccaggi, che in una colluttazione possono essere decisivi su vita o morte.